di Aleardo Grandinetti

Fra qualche anno, forse qualcosa in più, ricorderemo a nipoti o vecchi amici il periodo di grande depressione che sta investendo l’Europa e l’Italia di oggi. Ma tra bond, spread, lacrime e sangue, i giornali cercano di mettere in evidenza anche il lato positivo di questa crisi: l’abbandono di un sistema consumista sfrenato e la riscoperta dei vecchi valori.

Tutto questo suona alle orecchie del popolo tricolore come un “non hai vinto, ritenta e sarai più fortunato!”. Non sprecare, tutelare l’ambiente e aiutare anche il prossimo sembra essere oggi il tormentone, la promessa scout per il nuovo anno che dobbiamo rispettare.

Che la recessione stia scardinando alcuni comportamenti ed alcune leggi di mercato date come assodate è un dato di fatto. Dalle macerie c’è sempre una rinascita, tanto più grande quanto più è accompagnata da consapevolezza. Bisogna cominciare a improvvisarsi artisti del riciclo.

Fare e disfare. Dare nuova vita a vecchi oggetti. Mettere in circolo il riciclo come gioco, come nuova presa di coscienza dei bisogni reali, come soddisfazione personale. È in questo modo che possono nascere anche nuove idee imprenditoriali. Il riciclaggio è visto sempre di più come un mondo vicino al design. I siti internet e i blog che sposano questo concetto e promuovono questo tipo di comportamento sono numerosi; eccone alcuni da consultare: superuse.org; greenlandoceanblue.com; ecozoom.tv…

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