di Pietro Barbini

Se è vero che la rappresentazione della natività nel periodo natalizio è una tradizione che le nuove generazioni stanno perdendo, forse snobbato perché “troppo cristiano”, dimenticando che la festa del Santo Natale festeggia la nascita di “Gesù bambino”, l’albero di Natale è un fenomeno in continua crescita. Insomma, cosa più dell’albero di Natale, con le sue luci e i suoi addobbi colorati, riesce ad immergere la gente nell’atmosfera magica del Natale, ma soprattutto tutti lo possono fare senza il bisogno di dover appartenere a religioni o credo, perché l’albero di Natale è l’albero di Natale!

E se invece si scoprisse che l’“inventore” fu proprio un cattolico? E che proprio l’albero di Natale, l’Abete, è parte importante della simbologia cristiana, contrariamente alla comune credenza che vuole l’albero di Natale simbolo pagano?

Le domande che ci si dovrebbe porre sono: perché nel periodo natalizio si addobba un albero? Perché proprio un Abete? E perché nel 1982 Giovanni Paolo II fece allestire un Albero di natale vicino alla rappresentazione della natività in piazza San Pietro? Cosa sappiamo veramente sulla simbologia dell’albero di Natale? A tutte queste domande è stata data ampia risposta in un interessante libro scritto e pubblicato da Mariolina Coghe dal titolo “Perché facciamo l’albero di Natale? Scrutatio guidata sull’albero” (Roma, Co.Art, dicembre 2011). Un libro fondamentale su un argomento, ai più sconosciuto, che l’autrice ha voluto affrontare considerando il Natale come un evento di fede e di grazia, e soprattutto, un momento privilegiato per passare la fede ai figli.

Data l’importanza dell’evento, la Coghe ha pensato fosse importante conoscere alcune cose fondamentali sull’albero di Natale. Dopo un lungo periodo di meticolosi studi e ricerche, atte a riscoprire il significato e l’origine di questa antica tradizione, si è venuti a conoscenza che il primo Albero di Natale fu allestito presso le popolazione germaniche nel 724 da San Bonifacio, che addobbò un abete appoggiando delle candele accese suoi rami. San Bonifacio, vescovo e martire, inglese di nascita, fu l’iniziatore dell’evangelizzazione delle popolazioni pagane in Germania. Tra le molte disavventure del Santo, si narra che proprio nel periodo dell’Avvento ebbe modo di fermare un sacrificio umano, consuetudine adottata dalle popolazione pagane dell’epoca per propiziarsi gli dei.

Tradizione voleva che i sacrifici avvenissero sotto una gigantesca guercia, che la popolazione venerava in quanto credeva possedesse lo spirito della loro divinità. San Bonifacio, fermato il sacrificio in corso, preso da ardente fervore abbatté con un’ascia l’enorme quercia. Dopodiché catechizzò la popolazione riassumendo la vita e le opere di Gesù di Nazareth, dalla nascita alla resurrezione, e annunciando la venuta di Cristo. Dietro la grande quercia abbattuta ci stava un Abete e San Bonifacio, finita la sua catechesi, fece disporre sui rami dello stesso, durante tutto il periodo di Natale, delle candele accese a simboleggiare la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “bambin Gesù”. Da quel giorno in poi, molto lentamente, la tradizione dell’albero di Natale cominciò a varcare i confini della Germania fino a diventare una consuetudine natalizia globale; con il tempo però è andato perdendosi il vero significato di tale “gesto”. Non è un caso, infatti, che l’albero sia proprio un abete. L’abete, infatti, è un albero sempreverde. Quando le altre piante nel periodo invernale muoiono, perdono le foglie, si seccano i rami, l’abete rimane vivo, forte e bello. Il sempreverde nella simbologia cristiana rappresenta l’albero della vita, l’albero della salvezza. L’albero che dà riparo, protezione e speranza, ovvero, Cristo.

Con il tempo, poi, ai piedi dell’albero cominciò ad instaurarsi la tradizione di posare alcuni doni, che inizialmente erano dolci fatti con latte e miele (un richiamo alla terra promessa?). Il tutto è descritto magnificamente nel volume di Mariolina Coghe che parte dalla storia dell’albero fino ad immergersi nella teologia e simbologia cristiana. Solo leggendo questo magnifico lavoro si può ben capire il perché, in quel lontano 1982, Giovanni Paolo II fece allestire, per la prima volta, in piazza San Pietro un enorme Albero di Natale accanto al Presepe, perché altro non è che la rappresentazione allegorica di Gesù Cristo.

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