di Bruno Brundisini

Erano noti da tempo i molteplici benefici esercitati sull’organismo dall’attività sportiva e più in generale dall’esercizio fisico aerobico (non stressante) condotto con regolarità. Tra questi una migliore fluidità del sangue, l’incremento del colesterolo HDL, quello “buono” che pulisce le arterie, la riduzione del grasso addominale e del fabbisogno di insulina, la diminuzione del rischio di incorrere in malattie cardiovascolari o cerebrali o metaboliche quali il diabete, un migliore controllo della pressione arteriosa, della forma fisica, del tono muscolare e della” linea”.

Oggi sappiamo che a questi effetti se ne aggiunge un altro, forse  meno intuibile dei precedenti, ma non meno importante: una regolare attività fisica è associata ad un minor rischio di soffrire di depressione nell’età avanzata. Ce lo dice uno studio condotto dall’Università di Goteborg in Svezia su ben 17500 cittadini con età media di 64 anni, provenienti da 11 paesi europei che sono stati monitorati per un anno e mezzo. Si tratta di una delle numerose indagini effettuate nell’ambito del vasto progetto della ricerca sull’invecchiamento, l’indagine SHARE (Survey of Health, Ageing and Retirement) denominato anche “Ultracinquantenni in Europa” e finanziato dalla Comunità Europea. “Non sappiamo ancora quale sia il rapporto tra attività fisica e depressione, ma ciò che è chiaro è che le persone fisicamente attive sono anche meno depresse” spiega il professor Magnus Lindwall, docente di Psicologia della Salute all’Università di Goteborg e coordinatore dello studio. “Questo studio – precisa Lindwall – è uno dei primi a guardare a come l’attività fisica influenzi la depressione futura e viceversa”. Infatti, la depressione a sua volta riduce la voglia di muoversi.

Si è trattato di uno studio non sperimentale, ma basato sulle osservazioni, le cui conclusioni derivano pertanto dall’analisi statistica dei fenomeni monitorati per un certo tempo su una vasta fetta di popolazione, senza intervenire modificandone la condotta. Lo studio sembra in accordo con una precedente ricerca condotta alcuni mesi orsono dagli scienziati dell’University of Texas Southwestern Medical Center applicando programmi di allenamento mirati e personalizzati per aiutare i malati di depressione ad uscire dal tunnel. Furono coinvolti nella ricerca pazienti di età compresa fra 18 e 70 anni che soffrivano di depressione da almeno 7 anni e ai quali la terapia farmacologica non aveva dato risultati soddisfacenti. I partecipanti vennero coinvolti in esercizi fisici su tapis roulant e cyclette a vari livelli di intensità. I risultati della ricerca, pubblicati recentemente sul Journal of Clinical Psychiatry, hanno dimostrato che dopo 12 settimane di esercizi il 30% dei pazienti  otteneva la completa remissione delle depressione, mentre un altro 20% mostrava un miglioramento significativo. “Questo studio – spiega il dottor Madhukar Trivedi responsabile della ricerca – dimostra che per molti pazienti affetti da depressione l’esercizio fisico può rappresentare una valida alternativa a un nuovo medicinale”.

La professoressa Kristian Vicker Douglas, psicologa della Mayo Clinic (Minnesota, USA) ci spiega in che modo l’esercizio fisico può migliorare l’umore. In primo luogo aumentano la sensazione di efficacia e la fiducia in noi stessi, facendoci prendere cura del nostro fisico ed assumere delle responsabilità negli obiettivi, anche minimi, che ci proponiamo. Inoltre ci offre delle distrazioni positive facendoci focalizzare su pensieri e progetti più piacevoli. Aumenta la nostra autostima perché ci fa sentire più attraenti. Ci fornisce rinforzi ambientali: infatti  quando siamo depressi tendiamo ad isolarci, mentre l’attività all’aria aperta ci permette di entrare in contatto con la natura e con altre persone.

Appare quanto mai attuale la frase di Giovenale “Mens sana in corpore sano”. Ancora più forti ed autorevoli sono le parole del Papa in occasione dell’incontro con la Squadra Nazionale Austriaca dello Sci Alpino (6 ottobre 2007): “Corpo spirito ed anima formano un’unica cosa e devono essere in armonia tra loro. Lo sport costringe l’uomo a darsi un’autodisciplina e con l’allenamento fornisce la padronanza di sé e, giocando in squadra, costringe il singolo ad inserirsi nel tutto”. Nella stessa occasione il Santo Padre presentò un elenco dei benefici dello sport “perseveranza, determinazione, disponibilità, prontezza al sacrificio, disciplina interiore ed esteriore, rispetto per il prossimo, spirito di squadra, solidarietà, giustizia, correttezza, consapevolezza dei propri limiti”. Non è poco! Ce n’è abbastanza per allontanare da ciascuno di noi ogni traccia di malinconia e vivere in positivo ogni età della vita.

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