di Antonio D’Angiò

Giovedì 27 ottobre, Joaquìn Navarro-Valls (nella foto) ha inaugurato la ristrutturazione di due piani dell’Elis College, situato nella zona Tiburtina di Roma, finanziata dalla Fondazione Telecom Italia da lui presieduta.

L’intervento di ristrutturazione dell’edificio, ormai cinquantenario, ha permesso nell’anno 2011-2012 di inserire quaranta nuovi studenti residenti e nei prossimi anni consentirà di portare a novanta la capienza totale.

L’Elis College (vai al sito) è un sistema di tre corsi biennali post-diploma in ambito tecnologico i cui studenti (attualmente settanta) provengono in maggioranza dal Sud Italia e la cui totalità trova occupazione dopo pochi mesi dalla fine dei corsi.

La Fondazione Telecom Italia (vai al sito) rappresenta una delle espressioni della strategia della corporate social responsability di Telecom Italia e permette di impegnare il Gruppo nei confronti della Comunità con il principale obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone.

Dopo il taglio del nastro al quinto piano dell’edificio, l’evento si è trasferito all’interno della sala adibita ad aula magna, dove prima di tutto è andata in scena una breve introduzione curata da Michele Crudele, direttore del Centro Elis.

Crudele ha descritto tra le altre cose l’iniziativa del “prestito d’onore” che permette di raccogliere fondi e consentire a chiunque di seguire corsi Elis senza particolari criticità economiche. È stata quindi la volta della Lectio di Navarro-Valls che ha tenuto nella prima parte un breve intervento a braccio e poi ha lasciato spazio alle domande dei ragazzi e dei tutor dell’Elis per integrare le proprie riflessioni.

Così si possono sintetizzare alcuni concetti espressi dal Presidente della Fondazione Telecom, anche in rapporto agli interventi dei giovani dell’Elis.

Il compito di un’impresa è anche quello di contribuire allo Sviluppo del proprio Paese, che supera quindi gli elementi quantitativi e patrimoniali insiti nel concetto di crescita, considerata necessaria ma non sufficiente. Lo sviluppo deve tenere conto anche del miglioramento dei parametri umani, come ad esempio l’aspettativa di vita.

Proseguendo su questo ragionamento ha lanciato l’idea, in tono semiserio non essendo lui un economista, di sostituire il PIL, considerato come misuratore quantitativo della crescita, con il PUN, Prodotto Umano Netto che tiene conto dello sviluppo della persona umana. Questo perché gli uomini, oltre ad avere di più, vogliono anche “essere di più”.

Ha continuato dicendo che i progetti della Fondazione Telecom a favore dei giovani sono pensati e realizzati per garantire loro un futuro che non sia di sopravvivenza, prendendo altresì a riferimento come insegnamento, che le nazioni che stanno reagendo meglio alla crisi sono quelle che hanno una popolazione giovane.

La Responsabilità Sociale di Impresa, però, non fa riferimento a delle leggi per tutelare le persone, ma al confronto con la propria coscienza. Quando si fanno dei progetti per le persone, prima o poi ci si deve confrontare con la coscienza, questo perché si sa quasi tutto dell’essere umano in termini medici, biologici tranne “chi è questo essere umano”, questa “Persona”, cioè che esprime la sostanziale  “differenza tra qualcosa e qualcuno”.

L’Essere non è inseparabile dal dover essere, ha sottolineato il Presidente di Fondazione Telecom, la perfezione dell’essere umano non è un fatto biologico ma etico, in quanto solo l’essere umano può porsi la domanda “Come dover essere?”. E rifiutandosi di porsi questa domanda, si rifiuta se stessi.

Navarro-Valls termina le proprie riflessioni indicando che per essere liberi bisogna certo poter fare quello che si vuole ma, si deve ancor di più sapere quel che si vuole, e per questo ha invitato i ragazzi ad “essere quel che si deve essere uscendo dalla tirannia della propria indolenza”.

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