di Titti Del Greco

All’ultima edizione di Miss Italia, con la partnership Elena Mirò e l’inclusione della taglia 44 in gara, è stata istituita una nuova fascia, quella, per l’appunto, di “Miss Curve d’Italia Elena Mirò 2011”, sostenuta dal Gruppo Miroglio da sempre in prima linea per promuovere, anche con la moda, i diritti delle donne “Curvy”. La vincitrice è stata Valentina Cammarota (nella foto), napoletana, classe 1991, taglia 44, altezza 180 cm.

Abbiamo voluto incontrare il Gruppo Miroglio per conoscere le ragioni della nascita di tale azienda rivoluzionaria e controcorrente, le sue direttive, il grande coraggio nell’affrontare oculate scelte da parte dei suoi imprenditori a partire da ottimistici e vincenti presupposti.

Certamente partecipare a Miss Italia da parte vostra ha rappresentato un delicato omaggio alla bellezza mediterranea, un contributo alle forme, un guardare oltre gli stereotipi e celebrare la morbidezza nonché un  ritorno all’apprezzamento di una femminilità “toutcourt”. Giusto?

“Il marchio Elena Mirò è l’espressione di un modello di bellezza alternativo rispetto a quello proposto dai media negli ultimi anni, una bellezza che valorizza le linee sinuose del corpo femminile. La nostra partecipazione a Miss Italia conferma la coerenza delle decisioni prese con la nostra missione”.

Sebbene esclusi dalla Fashion Week di Milano, voi continuate a spingervi ed a lottare con coraggio per ridonare alla donna con le curve la sua dignità, il suo decoro, per il recupero di un prototipo femminile vero, sano ed amatissimo dal pubblico di tutto il mondo. Da dove trae origine la scelta di insistere su questo percorso certamente non facile anche se, a parer mio, efficacissimo?

“La nostra è una filosofia che punta sulla bellezza vera delle donne, sulla valorizzazione delle sue forme. Grazie alla conoscenza millimetrica delle forme e dei segreti per una perfetta vestibilità da parte del nostro team di stile e di modellisti, vestiamo oltre il 35% della popolazione femminile italiana”.

Si ha l’impressione che la maggior parte delle griffe continuino a scegliere modelle sull’orlo dell’anoressia o di una “crisi di nervi”. Al vostro Gruppo, invece, interessa piuttosto esaltare la donna “normotipo”, messa in primo piano anche dall’effetto di certi abiti confezionati ad hoc con raffinati tessuti. Passa anche da qui il vostro successo?

“La scelta di tessuti fluidi, dei nuovi jersey, la ricercatezza di materiali innovativi che accarezzano le curve è sicuramente il nostro grande punto di forza”.

A me sembra che la vostra scelta sia sintomatica di un passaggio importante sia dal punto di vista del costume sia da quello prettamente antropologico: una sorta di ritorno al passato, ai modelli di Gina Lollobrigida, Lucia Bosè, Silvana Mangano e Sofia Loren, donne belle, sinuose, molto eleganti, ed altrettanto raffinate. Una filosofia di comunicazione ironica, ottimista e positiva che riprende dal “vecchio” quanto di più interessante sia transitato nella moda e lo riposiziona nel nuovo in un progetto strategico a dir poco avvincente e seducente. Che ne pensate?

“È un passaggio importante a significare il mutamento in atto a livello di costume e società circa il modello di bellezza femminile ideale. Un ritorno al passato, alle curve ed alla rotondità sana rappresentata dai volti celebri, da voi citati, che con le loro forme generose e seducenti incarnano lo stereotipo della donna mediterranea. Un territorio fatto di valori, filosofia positiva e immagini femminili ampiamente rappresentato da Elena Mirò nel corso degli ultimi anni attraverso i tanti progetti a favore del “mondo delle curve”.

A proposito del Concorso di Miss Italia, che certamente ha portato una notevole visibilità al vostro marchio ed alla vostra mission, qual è stata l’eredità acquisita in termini di emozioni e soddisfazioni per la vittoria della bellissima Valentina Cammarota?

“La nostra prima Miss Curve d’Italia Elena Mirò, Valentina Cammarota rappresenta la ragazza della porta accanto, oltre che nella sua rotondità, anche nel suo essere solare, spontanea, positiva”.

Cosa vuol dire, parlando di marketing, fare della bellezza “generosa” un punto di forza?

“Le nostre clienti appartengono ad una fascia di mercato rigogliosa e in forte crescita, sono attente alle tendenze e desiderose di valorizzare il la propria silhouette, non di coprirla!”.

 

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