di Pietro Barbini

Ritorna ad esporre, con una personale mostra a Venezia, l’eclettico artista newyorkese Julian Schnabel, meglio conosciuto per la regia di film come Lo scafandro e la farfalla, premio al Festival di Cannes nel 2007, o Prima che sia notte, pellicola che gli valse il Grand Jury al Festival del Cinema di Venezia nel 2000.

In occasione della 54° Esposizione Internazionale d’Arte Contemporanea della Biennale di Venezia, Schnabel ritorna, come evento collaterale e con grande attesa da parte del pubblico e della critica, con la Mostra Permanently Becoming. Julian Schnabel and the Architecture of seeing presso il Museo Correr, palazzo attiguo alla bellissima Piazza San Marco. Il percorso espositivo, curato dal britannico Sir Norman Rosenthal, ripercorre la carriera dell’artista dei plate paintings, tecnica pittorica per la quale Schnabel è conosciuto nel panorama dell’arte contemporanea. Sono esposte quaranta opere (dipinti e sculture che vanno dagli anni Settanta ad oggi) tra le quali sono presenti le più importanti della sua carriera artistica.

La rassegna mette in mostra la poetica connaturata, anche se non sempre compresa, nelle opere fortemente ispirate a Jackson Pollock e Cy Twombly, ma anche alla fiorente tradizione europea e mediterranea, ricordando artisti come El Greco e Tintoretto, e interpretando anche rimandi letterali e culturali, antichi e moderni, che vanno da Omero ad Eschilo, da Giotto a Goya, da Gaudì a Picasso.

Numerosi sono i rimandi storici, ma anche musicali, rintracciabili nelle sue opere. Il poliedrico artista di origine ebraica (pittore, scultore, regista e sceneggiatore) per creare le sue opere utilizza una serie variegata di supporti e materiali come il velluto, la tela cerata, pezzi di legno provenienti da tutto il mondo, vele, fotografie, tappeti e teloni. Insomma, qualsiasi oggetto di superficie piatta che inneschi il suo spirito creativo. Una delle tecniche spesso usate dall’artista, che suscitano piuttosto interesse, è l’ingrandimento di fotografie ritoccate con del colore, scritte e macchie del tempo.

Da sottolineare l’opera che apre la mostra, dal titolo Painting for Malik Joyeux and Bernardo, realizzata nel 2006, alta più di sei metri, realizzata su poliestere in gesso e inchiostro, posizionata nello scalone principale del Museo Correr. In quest’opera l’artista unisce la sua passione per l’arte e per la regia, ed un’altra grande passione della sua vita, ossia, quella per il surf. Il dipinto, per l’appunto, è dedicato a due personalità piuttosto divergenti: Malik Joyeux, surfista professionista e Bernardo Bertolucci, famoso regista italiano. L’acqua è un tema ricorrente nell’opera di Schnabel. Viene usata spesso come metafora della libertà, come anche i riferimenti alla sua autobiografia, numerosi, infatti, sono i ritratti di amici e familiari.

Una mostra affascinante, che racconta la vita di un fenomeno americano qual è Julian Schnabel, prodotta e organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con la Fondazione dei Musei Civici di Venezia e realizzata grazie al contributo MayBach e al Gruppo BNL. L’esposizione è visitabile tutti i giorni fino al 27 novembre 2011.

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