di Luca Marcolivio

Contro la cecità e le patologie della vista la prevenzione è la miglior arma. Non solo potrebbe diminuire il numero dei non vedenti e degli ipovedenti ma consentirebbe anche una notevole riduzione della spesa sanitaria pubblica destinata a questo settore. È questo il messaggio che la IAPB (Agenzia Internazionale per la prevenzione della cecità) sta promuovendo in occasione della Giornata Mondiale della Vista, organizzata in collaborazione con l’OMS e in programma per oggi, 13 ottobre 2011.

L’edizione di quest’anno è dedicata in modo particolare alle patologie visive durante la terza età: è soprattutto tra gli anziani, infatti, che la cecità sta aumentando, anche in ragione della crescita della speranza di vita in tutto il mondo. Secondo i dati forniti dall’OMS, infatti, dei 39 milioni di ciechi viventi sul pianeta, circa l’82% ha più di 50 anni, mentre dei 246 milioni di ipovedenti, il 63% è ultracinquantenne. Inoltre circa il 90% dei non vedenti vive in paesi sottosviluppati.

In Italia si contano circa 11.800.000 di cittadini oltre i 65 anni (19,9% della popolazione totale): di costoro il 40% è affetto da qualche malattia cronica, mentre il 18% è disabile. Nel nostro paese i non vedenti sono circa 362mila, mentre gli ipovedenti sono intorno al milione. Le patologie oculari più diffuse sono la cataratta, la degenerazione maculare legata all’età, la retinopatia diabetica e la retinopatia ipertensiva. Come da anni sottolineano la comunità scientifica e le onlus legate al settore, la cecità e le malattie della vista in generale sono prevenibili attraverso una maggior cura della propria salute: l’astensione dal vizio del fumo, ad esempio, può aiutare a mantenere sana la vista, evitando, in modo particolare, la degenerazione maculare.

I dati sulla cecità e sulle patologie oculari sono stati illustrati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa presso il Senato della Repubblica. Come sottolineato dal presidente di IAPB Italia, Giuseppe Castronovo, “la vista è, come diceva Aristotele, il senso più amato dall’uomo, è un bene fondamentale che garantisce autonomia e libertà”. Pertanto è necessario incentivare la medicina oculistica ed oftalmologica, in special modo dal lato della prevenzione. Quest’ultima è ormai unanimemente considerata la strada maestra, sebbene in questo campo la sanità italiana sia piuttosto in ritardo. Invece, secondo una ricerca realizzata dalla LUISS Guido Carli, citata dall’avv. Castronovo, la politica della prevenzione della cecità consentirebbe un risparmio medio annuo di oltre il 20%, vale a dire 875 milioni di euro su una spesa complessiva pari a quasi 4,4 milioni, con un miglioramento netto della qualità della vita in particolare per bambini, giovani e anziani.

L’impegno parlamentare e istituzionale nel settore è stato sottolineato da Antonio Tommasini, presidente della Commissione Sanità in Senato, che ha menzionato la legge 284/97, istitutiva di centri per l’educazione e la riabilitazione visiva, mentre il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha ricordato come l’Italia sia stato il primo paese ad istituire, nell’ottobre 2009, una Commissione di Prevenzione della Cecità (vai alla pagina web). Il ministro Fazio ha inoltre annunciato l’imminente presentazione alla conferenza Stato-Regioni delle linee guida sulla prevenzione e cura dei problemi della vista. Le linee di indirizzo di prevenzione in campo oftalmologico, sono state messe a punto dalla Commissione nazionale per la prevenzione della cecità, operativa dallo scorso anno e guidata dal professor Mario Stirpe, che tra i suoi compiti ha anche quelli del monitoraggio della cooperazione internazionale e la raccolta dati sulle menomazioni della vista. Dal prossimo anno, infatti, ha spiegato Silvio Mariotti, responsabile del programma di prevenzione della cecità dell’Oms, partirà “un’indagine italiana sulla prevalenza” delle patologie legate alla vista, “fondamentale” visto che gli ultimi dati sulla situazione dell’Europa occidentale risalgono a “15 anni fa”. A livello mondiale, comunque, iniziano a vedersi i frutti dell’attività di cura e prevenzione, visto che “sono stati calcolati 285 milioni di persone con handicap gravi di visione, che rappresentano solo il 10% in più rispetto al 2004 mentre la popolazione mondiale sopra i 50 anni, che rappresenta l’80% di chi ha problemi alla vista, è aumentata del 18%”.

Da parte sua il presidente del Senato, Renato Schifani, lodando l’iniziativa di IAPB, ha auspicato che la prevenzione della cecità inizi “dall’età scolare” e che il non-vedente possa ricevere la solidarietà necessaria perché “diventi un protagonista nella società”. Inoltre il presidente del Senato, ha indicato la ricerca biomedica nel settore delle patologie della vita come un’opportunità da valorizzare, in quanto “senza ricerca non vi sono progresso e innovazione in tutti i settori della vita sociale ed economica. La ricerca rappresenta il ‘granaio’ del futuro anche per accompagnare i giovani nel loro percorso ed evitare la fuga dei talenti”.

Lo slogan della Giornata Mondiale della Vista di quest’anno sarà Per i tuoi occhi inizia una nuova stagione: in oltre sessanta città italiane saranno presenti stand per la distribuzione di materiale informativo sulle principali patologie visive e una quindicina di Unità mobili oftalmiche che consentiranno di effettuare controlli oculistici gratuiti.

Per info: www.iapb.it

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