di Pietro Barbini

Nel lontano 1911, nella piccola e rinomata isola di Murano, situata a nord-est della laguna di Venezia, lungo il canale dei Marani, iniziava la sua attività di produzione e commercio di perle di vetro la Ercole Moretti e F.lli. Si tratta di una delle più note e longeve vetrerie di Murano, tutt’ora in auge. Quest’anno celebra il centesimo anniversario di attività. Per l’occasione, sabato 8 ottobre, è stata inaugurata una mostra, aperta fino al 6 gennaio 2012, presso il Museo del Vetro dell’isola di Murano, che narra un secolo di perle veneziane e prestigiosi manufatti in vetro realizzati con la tecnica a lume da questa celebre famiglia muranese. Non poteva esserci posto migliore dell’antico palazzo patrizio in stile gotico, che si affaccia sul canal grande dell’isola. Museo-archivio muranese dal 1861, prima ancora abitazione dei Vescovi di Torcello, è ora parte dei Musei civici veneziani.

All’inaugurazione erano presenti le più importanti famiglie muranesi di tradizione vetraria, titolari di fabbriche e noti maestri dell’isola. Non poteva certo mancare il celebre attore isolano Lino Toffolo, per sottolineare l’importanza di questa ricorrenza. La rassegna, curata da Chiara Squarcina, fa sfoggio delle più prestigiose realizzazioni di perle della vetreria, oltre che a numerosi altri oggetti e lavorazioni in vetro, come ad esempio i piatti a murrina. Tra le molte realizzazioni artigianali, tuttavia, quella delle perle veneziane rappresenta un’importante produzione per l’isola di Murano, la cui origine risale ben al 1338, anno in cui è stata documentata una spedizione in barile da Venezia di paternostri in vitro, ossia, i grani di vetro per le corone del rosario. Dal ‘500 fino a metà del ‘900, le perle furono usate anche come materia di scambio presso le colonie dell’Africa Occidentale, delle Americhe e dell’India. Con esse si poteva acquistare, presso le popolazioni autoctone, oro, spezie e perfino schiavi. Presso i nativi, infatti, venivano apprezzate per il valore “magico” e scaramantico loro attribuito. Le perle più popolari sono state le conterie, piccolissime perle di vetro utilizzate per fare ricami, fiori di vetro e torchons. Assieme alle conterie, erano molto apprezzate come moneta di scambio la Rosetta, detta l’aristocratica, e la cosiddetta perla Mosaico, meglio conosciuta come Millefiori. La perla Rosetta è considerata come la più imitata e conosciuta al mondo: fu creata alla fine del XV secolo da Maria Barovier, ed è costituita da sette strati di vetro sovrapposti a forma di stella a dodici punte che vanno a creare una canna forata, poi tagliata e arrotondata attraverso un’operazione di molatura (levigatura). La perla Millefiori, invece, è ottenuta con la cosiddetta tecnica a lume, ossia, ricoprendo un’anima di vetro nero con tanti pezzi di murrina, sfere che all’interno presentano disegni astratti e motivi floreali multicolori, che sciogliendosi a contatto con il fuoco colorano tutta la canna mettendo in risalto il disegno contenuto all’interno. Inconfondibili risultano le Millefiori dei Moretti, uniche per le forme, le composizioni delle murrine e per la particolare molatura in serie alla quale vengono sottoposte. Non a caso, il primo lavoro della Ercole Moretti, quando venne fondata dai fratelli Ercole e Norberto, ai quali si aggiunse per qualche tempo Igino, è stato proprio la produzione di perle Rosetta, al quale poco dopo seguì la perla Millefiori. Entrambe possono ora essere ammirate in tutto il loro splendore, e qualità, in questa “rassegna artistica”.

Non da meno sono le altre tipologie di perle esposte realizzate dalla ditta, come le perle molate, incredibilmente avanti con i tempi rispetto all’epoca; le perle sommerso, che vanno dal sommerso semplice a quello con l’oro e l’argento, dal fiorato alle incantevoli perle con l’avventurina e le impressionanti imitazioni delle pietre dure quali il turchese caramazze, il quarzo rosa, la malachite, il topazio e l’ametista, in grado di ingannare anche gli occhi più esperti, la cui produzione venne avviata nel 1962. Da ricordare anche che la Ercole Moretti e F.lli fu la prima azienda in Italia ad avviare, nel 1937, la produzione delle cosiddette “perle false”, che imitavano le perle d’ostrica. L’amore per il vetro e la versatilità dei Moretti li portarono ad introdurre nell’artigianato vetrario importanti innovazioni come, appunto, l’eccezionale Murrina, la cui lavorazione fu introdotta dalla ditta nel 1968 ed è tuttora il fiore all’occhiello della produzione vetraria dell’azienda.

Ciò che si può notare in quest’esposizione è che nei suoi cento anni di vita la Ercole Moretti e F.lli non si è occupata solamente di perle. Troviamo, infatti, esposti nelle diverse bacheche, anche piccoli bottoni in vetro, fiori, ciondoli, piattini e ornamenti vari. Nel 1948 vennero prodotte addirittura delle cannucce per bibita per i “Grandi Magazzini Duilio” di Firenze, che possono essere ammirate anch’esse in questa straordinaria rassegna artistica.

In realtà non si tratta della prima mostra dedicata alla produzione delle perle dei fratelli Moretti: a partire dagli anni Sessanta, infatti, le sue creazioni furono esposte in diversi paesi del mondo come al Tropenmuseum di Amsterdam, a Otaru in Giappone, presso il Kitaichi Venetian Art Museum, al Musée National des Arts et Traditions Populaires di Marsiglia, al Museo di Storia Naturale di Milano e al Centro Studi Archeologia Africana ad Accara in Ghana. Nel 2009 nelle scuderie di Villa Borromeo ad Arcore ebbe luogo la mostra Perle d’Africa, da Venezia al Mondo. Da dicembre 2009 a gennaio 2010 la Mostra Un secolo di perle veneziane – La storia della Ercole Moretti di Murano fu presentata al Caffè Florian di Venezia, Firenze, Londra, Dubai e Abu Dhabi.

Ora, di nuovo a Venezia, o meglio a Murano, nell’isola dove tutto ebbe inizio esattamente 100 anni fa. Una mostra che, ancora una volta, coglie l’occasione per evidenziare la forza produttiva di Murano, non solo commerciale, ma anche, e soprattutto, artistica, ribadendo l’importante ruolo svolto dagli abili artigiani muranesi per ciò che concerne la produzione del vetro artistico e, in questo caso specifico, la creazione delle perle di vetro che mai ha avuto paragoni nel mondo e nella storia.

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