di Titti Del Greco

Ripercorrendo i viaggi dei pellegrini, continuano a fiorire percorsi a piedi o in bicicletta a scopo turistico, artistico, sportivo e ambientale. Dopo il celeberrimo Cammino Di San Giacomo Di Campostela e quello della ben nota Via Francigena, finalmente in Lombardia (fino alla Liguria) il cammino di un altro santo, Agostino, che insiste sulla “rosa” di  cinque province: Como, Lecco, Monza, Milano e Pavia.

Inaugurato sabato 24 Aprile 2010 per richiamare il giorno in cui Agostino venne battezzato (24 aprile 387) per mano del Vescovo Ambrogio, il percorso inaugurale Agostiniano è lungo 3,5 chilometri e si è concluso in Sant’Ambrogio transitando per il Duomo di Milano, ove si conserva il battistero di San Giovanni, luogo fisico in cui avvenne il battesimo del Santo.  Questo straordinario percorso si compone di due parti distinte a livello territoriale: “Fiore” e “Gambo della Rosa” per via della similitudine grafica del tracciato complessivo con tale figura floreale.

La prima (il Fiore), lunga 350 chilometri, è stata pensata per raggiungere e fare dei collegamenti a piedi con i 25 Santuari Mariani presenti nella zona della Brianza in almeno 15 giorni di cammino; la  seconda (il “gambo della rosa”), lunga 62 Km,  porta il pellegrino prima da Monza a Milano, con tappa alla Basilica di Sant’Ambrogio, poi da Milano a Pavia (Basilica di S. Pietro in Ciel D’Oro), ove sono venerate le reliquie del Santo al quale tutto il cammino è dedicato.

Ma ve ne è una terza (gambo genovese) che permette ai pellegrini liguri di raggiungere Pavia lungo l’antica “Via del Sale”, lunga 148 Km che impegna il pellegrino per ben cinque giorni.

È molto interessante, anche dal punto di vista antropologico, sottolineare come  il primo tratto del Cammino abbia la peculiarità non solo di essere “a forma di rosa” (di evidente simbologia Mariana), ma anche di essere chiuso come a voler significare la circolarità della cintura Agostiniana, simbolo della sua conversione, la sua profonda  fedeltà alla regola da lui stesso dettata, l’adesione al proprio credo.

L’ispirazione originaria è di matrice Mariana: nella Brianza, da sempre, la venerazione della Madonna, madre di Cristo, è evidente  in una innumerevole quantità di edifici di culto, di feste popolari, di icone, cappelle, grotte Mariane, tutte da ammirare nei 25 santuari che si trovano cammin facendo.

Ma, ad arricchire e dare senso e sapore a questo incredibile patrimonio di arte sacra,  nel Comune di Rus Cassiciacum/Cassago (come viene documentato nelle sue stesse “Confessioni”) è ubicato il domicilio di Sant’Agostino di Ippona in Brianza.

Se poi ci soffermiamo a contemplare l’aspetto paesaggistico, vi scopriamo una natura ricca  e spettacolare che sembra avvolgere e “proteggere” tutto quanto vi è da visitare e scoprire lentamente, senza fretta, con la pace nel cuore!

Tutti coloro che vorranno  avvicinarsi a questi luoghi con fede, magari in un momento della propria esistenza dove si è smarrita una prospettiva o quando ci si trova a un crocevia nel dover ponderare una decisione importanti, saranno chiamati a vivere il Cammino di S. Agostino non soltanto quale sequenza di tappe geografiche, ma quale immagine di un cammino di conversione che muove e ritorna allo spirito: in preghiera, portando nelle profondità del proprio essere, l’esempio del santo e della sua conversione, frutto di un impegnativo e faticoso cammino.

Ma l’itinerario può essere visto e realizzato anche in chiave laica, cioè praticato al fine di rilassarsi immergendosi in questa natura bellissima e riposante, ammirando le bellezze di città d’arte da poter raggiungere a piedi o in bicicletta con l’intento semplice e sano di  riprendere fiato dalla incalzante routine del quotidiano.

Un “cammino”, dunque, costruito anche all’insegna di un turismo sostenibile per tutti quegli appassionati che vorranno coniugare un momento di svago con una vacanza  alternativa e intelligente che non ha nulla da invidiare a luoghi più blasonati soltanto perché maggiormente pubblicizzati.

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