di Pico Angelico

“Zio, hai scaricato la app che ti ho mandato sul tablet?”. “Marco… di che stai parlando?”. Inizia così il surreale dialogo tra un adolescente e un adulto dietro le quinte del Teatro Comunale di Fiuggi. È l’esordio dell’originale performance I dinosauri 2.0. Che famiglia digitale sei?, tenutasi il 29 luglio scorso nell’ambito del Fiuggi Family Festival. Sullo sfondo del palco ancora vuoto gli spettatori odono due voci maschili, una molto giovane, l’altra più matura: la seconda è quella, a molti familiare, di Tiberio Timperi (nella foto). “Taggare? Ma che vuol dire?”, prosegue esterrefatto il popolare conduttore TV, incalzato dal nipote, più “digitalmente istruito”. “Zio, l’hai scaricata?”. “Scaricata chi… Teresa?”. Sembra quasi un dialogo tra sordi…

Il problema della comprensione dei nuovi “linguaggi digitali” è sempre più attuale e gli scambi di battute tra Timperi, apparso finalmente sul palco, e il pubblico del teatro fiuggino (composto da gente di tutte le età) sono eloquenti in tal senso. Il conduttore mostra, proiettato sullo schermo a caratteri cubitali, un sms ricevuto dal nipote: “Zio, 7mo cielo dmn sn in campo tt il tempo, cpt”. I più grandi stentano a capire ma per i più giovani il significato è chiaro: “Zio, sono al settimo cielo, domani sono in campo tutto il tempo, capito…”. Di seguito un filmato raccoglie le idee vaghe di molti genitori intervistati per strada sul mondo del web. Il blog? È un “modo di comunicare”, uno “spazio su Internet” ma nulla di più specifico… Quanto ai social network, il concetto è associato soltanto a Facebook (Twitter & C. sono sconosciuti) ma nessuno sa darne una definizione credibile “da dizionario”. Una serie di quiz sul livello di digitalizzazione degli italiani, vengono posti al pubblico in sala ed emergono dati sorprendenti: i minori che navigano tutti i giorni in rete sono il 60%, gli italiani in possesso di uno smartphone sono oltre 20 milioni, mentre sono circa 33 milioni gli iscritti ad almeno un social network.

Segue una piccola insolita lezione impartita a un gruppo di bimbi tra i 5 e gli 8 anni, la fascia d’età in cui, normalmente, si viene iniziati all’uso dei telefoni cellulari. Gli emoticons fanno o faranno parte della loro vita ed è bene renderli edotti… Cosa vuol dire, dunque, un simbolo come :-D ? Per alcuni è una linguaccia (falso), per altri è una risata (vero). Che dire, invece, di I-O ? È forse una persona che dorme a bocca aperta, come risponde uno dei piccoli spettatori? Fuocherello… è uno che sbadiglia!

La navigazione su Internet da parte dei più piccini, pone problemi ulteriori e, per molti versi, più seri per i genitori, anche in considerazione della sempre più bassa età media dei primi approcci alla rete. Come fare, allora, per preservare i bimbi da contenuti scabrosi o brutti incontri? C’è chi, come la giornalista e scrittrice Lia Celi, ha fondato un proprio blog, ricco di temi di attualità ma utile anche per le esigenze dell’intero nucleo familiare. “La mamma blogger – ha spiegato la Celi al pubblico del Teatro Comunale di Fiuggi – senza scomodare la madre, la suocera o la vicina di casa, può lanciare un appello a tutte le mamme lettrici del suo blog per chiedere consigli su qualunque cosa”. E così Lia Celi si è servita di Internet e del suo blog per iniziare i propri quattro figli (dai 13 ai 3 anni) ad una saggia navigazione. “La mia prima figlia – ha raccontato – voleva imparare a suonare la chitarra e su Internet le ho trovato i tutorials; la seconda è appassionata di calcio e in rete ha trovato tutti i risultati di tutte le partite degli ultimi mondiali; la terza è una fan dei Pokemon e in rete ha trovato tutto su di loro; il piccolino, infine, a soli tre anni e mezzo, sta già imparando l’inglese grazie ai siti specializzati…”.

Lia Celi ne è più che mai convinta: lungi dall’isolare i membri della famiglia, Internet può favorire il dialogo tra genitori e figli, aiutando ognuno a valorizzare al meglio le proprie potenzialità umane e intellettive. L’importante è fare in modo che la “alfabetizzazione digitale” sia un processo graduale per i bambini e che la presenza vigile dell’adulto sia costante, specie i primi tempi, per aiutarli nel discernimento dei contenuti. “Mia figlia più grande, infatti – ha raccontato Lia Celi – ha iniziato a navigare da sola a undici anni. La seconda ha dieci anni e ancora deve aspettare un anno: su questo sua sorella maggiore è ancora più severa di me…”. Insomma, un minimo di controllo e vigilanza da parte di mamma e papà è indispensabile se si vogliono evitare spiacevoli sorprese o episodi imbarazzanti. Come quello, raccontato da una mamma intervenuta a conclusione dell’evento, il cui bimbo aveva imparato ad utilizzare la carta di credito in rete e, prendendo contatto con un’associazione ambientalista era arrivato a spendere 1000 euro per l’adozione di varie bestiole.

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