di Alisia Sansoni

Se la parola “step” vi fa pensare solamente a boccheggianti signore strette in improbabili tutine colorate, forse dovrete ricredervi. È arrivato un nuovo modo di concepire questa disciplina: allegro, divertente e, soprattutto, anche maschile. Stiamo parlando del dance-step (o  fit-step), una disciplina che unisce il classico uso della piattaforma step alla montatura: su di essa, vere e proprie coreografie su base musicale velocizzate (si arriva anche a 148 bpm). Non i classici movimenti di braccia e gambe, quindi, ma un vero spettacolo! È presente qualsiasi forma di danza, dalla classica all’hip-hop. Fondamentali sono la coordinazione e la sincronizzazione di gambe, braccia e testa, in particolar modo negli spostamenti e nei cambi di formazione. Ancora non molto conosciuta, questa nuova forma di step promette di coinvolgere sempre più persone.

Cuore pulsante di questa travolgente disciplina sono i ragazzi della Nazionale Italiana di step, otto atleti uniti dalla passione per lo sport e tanta forza di volontà. Per arrivare a questo livello, infatti, che li porterà a rappresentare il loro Paese nelle prossime Universiadi di Shenzen, in Cina, sono stati necessari anni di duro impegno e tanta gavetta. La squadra, allenata dall’istruttrice e coreografa, Roberta Di Francia, con l’aiuto di Simonetta Lo Bianco, nasce nel 2008 alla Judo Preneste, palestra situata nel quartiere Prenestino Labicano. In quello stesso anno la Judo Preneste portò ai Campionati Nazionali di fit-step di Firenze due squadre, di cui una, per la prima volta nel mondo del Fitness, completamente maschile. Quest’ultima si classificò prima, mentre quella femminile conquistò la terza posizione. A questo primo successo ne sono seguiti molti altri, sia nazionali (Campionato Nazionale di Pomigliano d’Arco, Campionato Nazionale di Macerata, Campionato Nazionale di Pesaro) che internazionali (Campionato Europeo di Liberec, Praga).

Lo stile che ha reso vincente questa squadra è il lavoro differenziato delle braccia rispetto alle gambe: concentrati inizialmente sugli arti superiori e successivamente su quelli inferiori, i movimenti vanno pian piano sovrapponendosi con risultati notevoli. Poiché braccia e gambe eseguono esercizi differenti, infatti, si ha come la sensazione che ogni atleta sia in realtà composto da due persone. Le coreografie, arricchite da prese e sollevamenti, si concludono infine con una posa plastica di grande effetto. Fondamentale è anche il cosiddetto show men ship, la capacità di trasmettere emozioni al pubblico. E, a giudicare dai risultati, questi ragazzi ci riescono bene!

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