di Daniele Trenca

Comunicare con gli occhi tramite una webcam ed un pc. È l’innovativo progetto made in Italy del team Neasoft dell’Università Federico II di Napoli, che rappresenterà l’Italia nella finale dell’Imagine Cup di Microsoft. L’obiettivo è quello di essere la voce e lo strumento di comunicazione di chi, essendo affetto da disabilità fisiche e motorie, non è in grado di comunicare e muoversi nella vita di tutti i giorni.

Portare la forchetta alla bocca o allacciarsi le scarpe sono movimenti all’apparenza elementari, ma impossibili per chi è affetto da disabilità neuromotorie di vario genere. Il numero di bambini nel mondo che ogni anno nascono affetti da distrofia muscolare è intorno ai diecimila. In Europa oltre cinquantamila persone ogni anno si ammalano di Sla (Sclerosi Laterale Amiotrofica) e quasi settantamila hanno a che fare con la sindrome di Rett (patologica neurologica che porta ad una totale non autosufficienza). Adulti e bambini vedono così compromesse le loro abilità comunicative e sociali, trovandosi come imprigionati in un corpo incapace di rispondere ai comandi. Il modo di esprimere le emozioni può manifestarsi solo attraverso lo sguardo (che in queste persone dice molto di più di una montagna di parole).

Lo strumento, basato su un software di tracciamento dello sguardo, si chiama OMCR (Oculorum Moto Computer Regere), pensato per tutte quelle persone non più autosufficienti poiché affette da varie malattie che colpiscono i muscoli. Un software farà da intermediario, permettendo di comunicare, apprendere e divertirsi. La webcam, montata sul nuovo sistema operativo di Windows, il 7, dopo aver catturato le immagini della pupilla dell’utente, invierà le informazioni al software (sviluppato da Raffaele Galiero, Clemente Giorio, Marta Ponari, coordinati da Sergio di Martino). Quest’ultimo, dopo aver analizzato i movimenti oculari individuerà l’area dello schermo che l’utente sta visualizzando e posizionerà lì il puntatore del mouse. Grazie a questo sistema sono numerose le possibilità di interazione con il computer: scrivere, navigare sul web e svolgere tutte le altre mansioni che richiedono l’utilizzo delle mani. Il dispositivo si adatta a tutte le webcam che sono in commercio. «OMCR vuole essere al tempo stesso la voce, le mani e l’espressione delle persone che hanno difficoltà fisiche che impediscono di comunicare con il mondo esterno», hanno spiegato gli ideatori del progetto. L’idea, ambiziosa, è quella di poter abbattere il digital divide, rendendo migliore la vita di persone affette dalle varie patologie neurologiche.

La competizione mondiale sull’information technology, nata nel 2003, si è svolta quest’anno dall’8 al 13 luglio a New York. Dal 2009 ha come filo conduttore gli otto Obiettivi del Millennio stabiliti dall’Onu per tentare (entro il 2015) di migliorare le condizioni di vita e dell’ambiente mondiale. Quest’anno i ragazzi della “Federico II” sono arrivati in finale nella categoria “software design”. Lo scorso anno, invece, avevano presentato un software anti-inquinamento, basato su politiche di car sharing e utilizzo responsabile dei mezzi pubblici.

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