di Gianluca Romano

Arriva l’estate e, per molti, torna in voga uno degli sport più diffusi al mondo, il tennis tavolo, comunemente definito ping pong. Spesso l’immaginario collettivo non riconosce a questa disciplina l’attributo di una categoria agonistica di primo piano. Va ricordato, però, che il tennis tavolo è una specialità olimpica di grande tradizione. Ovviamente è uno sport che può essere praticato a scopo ricreativo a qualsiasi età e si può giocare in luoghi ristretti, al chiuso e all’aperto, per puro divertimento. Per la pratica agonistica, invece, sono necessari luoghi adeguatamente attrezzati e spaziosi. Il tennis tavolo necessita, inoltre, di un’opportuna preparazione psico-fisica a causa delle sollecitazioni espresse nei brevi tempi di ogni scambio.

Il tennis tavolo ha raggiunto negli ultimi anni un livello di competizione molto alto anche tra gli sport paralimpici, permettendo a persone con disabilità fisiche di competere a livello nazionale ed internazionale. Nella splendida cornice di Lignano Sabbiadoro si sono svolte le finali dei Campionati Italiani Paralimpici 2011, dove la squadra “L’Isola che non c’era” ha trionfato nella gara in piedi. Il Presidente dell’Associazione, Domenico Scatena, ha raccontato all’Ottimista come è nata l’idea di creare un’associazione che potesse offrire a tutti l’opportunità di confrontarsi con questa disciplina.

Quando e come è nata la vostra squadra?

“Nel lontano 2002, insieme al mio amico Simone Gaffino, abbiamo deciso di dare vita all’Associazione Tennistavolo “L’Isola che  non c’era”. Abbiamo creato una realtà composta da disabili ed aperta ai normodotati, stravolgendo in un certo senso le abitudini che vedono generalmente le associazioni di normodotati aperte ai disabili”.

Il vostro percorso non deve essere stato facile, eppure negli anni siete riusciti a raggiungere traguardi sempre più prestigiosi. Qual’è il vostro segreto?

“Alla base di tutto c’è una grande motivazione. Nel 2000 mi sono avvicinato a questa disciplina, poi, nel 2002, è nata l’associazione. Prima ci allenavamo nei locali di in una parrocchia, abbiamo comprato i tavoli e tutte le attrezzature, poi fortunatamente… da cosa nasce cosa. Adesso abbiamo la sede vicino all’Università di Roma Tre (per la quale organizziamo anche due tornei), poi due palestre presso l’Istituto Armellini vicino alla basilica di San Paolo e, dalla prossima stagione, un’ulteriore squadra si allenerà presso i locali della Parrocchia Sacri Cuori in zona Roma Nord”.

Con grande entusiasmo e volontà avete creato una bella struttura, molto ben organizzata e che crea armonia tra disabili e normodotati. Quanti siete ad oggi a far parte dell’associazione?

“Al momento nell’associazione siamo circa quindici disabili ed un centinaio di normodotati tra bambini, giovani ed anziani che amano questa disciplina e vivono con entusiasmo questo progetto. La nostra parola d’ordine è integrazione”.

È giunto ora il momento di porgere un doveroso tributo alla squadra che per il terzo anno consecutivo ha conquistato il titolo di Campioni d’Italia categoria “in piedi”. Ci può raccontare di questo prestigioso successo e come funzionano le competizioni?

“Abbiamo ottenuto in questa stagione il terzo titolo consecutivo di Campioni d’Italia a squadre con Davide Scazzieri, Carlo Falcioni e Michele San Martini. Possiamo vantare anche numerosi titoli individuali, abbiamo un gruppo forte e capace di vivere la propria passione con dedizione e costanza. A seconda delle diverse disabilità si tengono diversi tornei. Le classi da 1 a 5 sono considerate quelle con un maggiore livello di disabilità e vedono atleti tetraplegici o con disabilità alla colonna, al tronco o alle gambe, competere in carrozzina. Le classi da 6 a 10 sono destinate a competizioni in piedi e riguardano prevalentemente le disabilità degli arti superiori”.

Domenico Scatena è anche il Presidente Regionale della Federazione. Oltre che un campione nello sport è un campione nella vita. Chiunque voglia saperne di più può consultare il sito www.lisolachenoncera.org. Questo folto gruppo è in attesa di allargarsi ancora e trovare nuovi appassionati da avvicinare alla disciplina del tennis tavolo offrendo l’esperienza di persone capaci, serie e, soprattutto, fortemente appassionate. Per questo l’atleta di tennis tavolo esprime in genere doti fisiche di coordinazione, rapidità di movimento e ottimi riflessi, oltre ad una certa sensibilità nel tocco.

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