di Titti Del Greco

Si è svolto il 27 giugno 2011 a Lecce presso il “Convitto Palmieri” ed il 28 Giugno a Gallipoli il convegno dal titolo “Spiegare le ali per l’integrazione”, realizzato dall’Istituto Europeo Pegaso di Foggia, in collaborazione con la Fondazione Tender su Nave Italia (TTNI) di Genova a favore di dodici adolescenti con lieve disagio psichico e sociale. Anche Integra Onlus,  rappresentata dalla presidentessa, dott.ssa Klodiana Kuka, (da sempre impegnata nel promuovere una società interculturale e  di veicolare progetti mirati a una qualità di vita sempre migliore per soggetti in condizioni di indigenza o disagio), è stata presente in queste due giornate di riflessione rivelatesi un’esperienza di innegabile ricchezza.

Il progetto prevede un corso d’integrazione sociale nel riconoscimento del soggetto disabile come persona titolare di diritti. “Inserire i ragazzi  in mare aperto in un contesto nuovo e fuori dall’ordinario – ha spiegato il dottor Di Consa, Direttore generale dell’Istituto Europeo Pegaso – assume finalità pedagogiche offrendo ai dodici ragazzi la possibilità di svelare i valori della condivisione, della solidarietà , del fare gruppo”.

La nave, infatti (setting completamente nuovo al vissuto quotidiano dei ragazzi e per gli stessi operatori), ha il compito di attuare una sorta di “livellamento” nel rispetto dei ruoli di ciascuno, grazie ai quali i  ragazzi possono avvertire la possibilità di reinventarsi senza mai essere giudicati. Di qui l’aggancio con la storia di Pinocchio, vista in chiave moderna.

La fiaba del piccolo burattino, con il suo alto contenuto educativo,  diviene metafora della crescita rimarcando il passaggio dalle fasi dell’infanzia e dell’adolescenza verso l’età adulta  con tutte le prove che esso comporta e le cui risoluzioni condurranno alla strutturazione dell’identità. Dunque un percorso che garantirà  la percezione di un dato fondamentale, cioè che “tutti abbiamo bisogno di tutti”.

I ragazzi  vivranno questa esperienza a più livelli: dal laboratorio dei nodi da marinaio alla caccia al tesoro, fino alla  pesca. Tutto ciò per sviluppare una  sana competizione. “La navigazione a vela, il mare, le sue regole, la vita a bordo – spiega  il Comandante di Nave Italia, Massimo Antonio Polacci – sono strumenti formidabili di educazione, riabilitazione, integrazione e socializzazione, oltre che occasione di crescita e di divertimento e rappresentano, da sempre,  un modo più efficace di tanti altri per migliorare la qualità di vita e di relazione delle persone più fragili”.

Ma il valore profondo del progetto “Spiegare le ali per l’integrazione”, risiede nell’opportunità di rivalutare se stessi grazie ad un processo di scoperta e interiorizzazione dei propri limiti e delle proprie risorse che sono inimmaginabili e che troppo spesso rischiano di rimanere inespresse. L’ equipe che accompagnerà questi dodici ragazzi nell’avventura a mare aperto, si augura che quando la Nave Italia avrà terminato il viaggio è attraccherà presso il porto di Manfredonia, permetterà a tutti i partecipanti di portare nel cuore questo sacro messaggio: “Esiste sempre un’altra possibilità per riscrivere la propria storia”.

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