di Redazione

Radar addio. Con il programma NextGen, messo a punto e gestito dall’Agenzia federale sul trasporto aereo, i velivoli potrebbero già viaggiare guidati dai segnali satellitari di un GPS, consumando meno carburante e garantendo maggiore sicurezza.

Dopo sessant’anni di lavoro, dunque, i radar vanno in pensione. Per gli esperti è una svolta epocale, in grado di lanciare un nuovo modello di traffico aereo per i prossimi 75 anni. Il Gps è già stato sperimentato dal alcune compagnie. La Alaska Arlines, ad esempio, lo usa per gli atterraggi nello scalo di Juneau (Alaska, USA), affossato tra le montagne e spesso nascosto dalla nebbia.

Ma quali sono i problemi che può risolvere questo nuovo programma? Il primo a beneficiarne potrebbe essere il pilota, che sarebbe in grado di guidare un aereo quasi fosse un’automobile, scegliere la strada meno affollata e avvistare con in anticipo le perturbazioni. Inoltre sarebbe possibile prepararsi per l’atterraggio a pochi chilometri dalla pista, abbandonando per sempre quella lenta e noiosa discesa di mezz’ora.

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