di Gianluca Romano

Dopo un weekend trascorso al mare tra sole e piacevole divertimento, il lunedì mattina è già tempo di tornare alla routine della metropoli. Con un pizzico di sorpresa, nei pressi della stazione ferroviaria noto molte biciclette incatenate alla recinzione vicino al marciapiede.

Una volta salito sul treno, scopro varie biciclette “parcheggiate” negli appositi vagoni. Bici da passeggio, mountain bike e addirittura piccole biciclette pieghevoli. È il popolo dei lavoratori pendolari che utilizzano i loro mezzi a due ruote per raggiungere il luogo di lavoro in modo sano, divertente ed ecologico. Come spesso succede quando un oggetto entra nel nostro immaginario, ecco che nei giorni seguenti, inizio a notare con sempre maggiore insistenza numerose persone muoversi per le vie della città con i loro mezzi.

Nella maggior parte dei paesi europei, nei centri storici delle città, l’uso della bicicletta è ormai consuetudine ed esistono parcheggi appositi nelle vicinanze delle fermate delle varie subway.

Il termine “bicicletta” nacque in Francia verso la fine del 1860 e rimpiazzò la parola “velocipede”. Non a caso la città di Parigi ha ideato già da qualche anno un sistema innovativo per ridurre il traffico e lo smog della metropoli. È infatti possibile noleggiare una bicicletta per una giornata, per una settimana o anche per un anno in circa 750 “stazioni” che vantano un parco biciclette totale di ben 10648 mezzi. Si noleggia una bici e la si lascia nel parcheggio più vicino alla propria destinazione. In Italia, specialmente a Roma con le sue salite e discese, questa idea sembrava non potesse prendere piede più di tanto.

Invece la sorpresa è servita. Come affermava lo scrittore britannico H.G.Wells, “Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per l’Uomo ci sia ancora speranza”. In tempi in cui si dibatte di nucleare e di inquinamento, in tempi in cui il prezzo del carburante si è impennato, la scelta coraggiosa del popolo dei ciclisti ci spiega ancora di più questa affermazione. L’utilizzo di questo mezzo permette a chi passa la maggior parte della sua giornata in ufficio di svolgere quella piccola attività fisica fondamentale per la nostra salute.

Permette, volendo, di combinare la pausa pranzo con un simpatico tour della zona di lavoro. Ovviamente ogni giorno bisogna informarsi bene delle condizioni del meteo del giorno seguente.

I ciclisti, è bene ricordarlo, non sono immuni alle regole del codice della strada. Il ciclista indisciplinato deve ricordarsi che si muove comunque su un veicolo anche se a propulsione muscolare. Come tale non può andare contromano, non può passare con il semaforo rosso ed in particolare va ricordato che sono ciclisti e non pedoni, le persone in sella che procedono senza azionare i pedali, ma spingendosi con i piedi a terra. Con la primavera le biciclette sono state risvegliate dal loro letargo invernale forzato e con i loro colori e le loro linee popolano sempre di più le strade delle nostre città.

Dal 1 marzo 2011 è stato anche allungato l’orario che offre la possibilità di viaggiare in metropolitana con la bicicletta al seguito, passo in avanti fondamentale per la diffusione di un vero e proprio stile di vita. Ciò dimostra come il popolo delle due ruote a pedali sia in crescita e che senta sempre di più l’esigenza di far sentire la propria voce.

Proviamo allora a calcolare il percorso che da casa ci porta a lavoro e teniamo in considerazione questa ottima, sana e divertente opportunità.

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