di Pier Vincenzo Rosiello

“Il motivo principale di questo centenario è rendere grazie al Signore, perché questa vigna da Lui piantata ha portato molti frutti alla Sua Chiesa e continua a produrne con la Sua grazia, inviando al nostro ordine buone e generose vocazioni”. Queste le parole che l’Abbadessa Generale, Madre Tekla Famiglietti, ha rivolto in occasione del convegno tenutosi venerdì 3 giugno 2011 a Roma nel Palazzo della Cancelleria Apostolica per celebrare il centenario di fondazione dell’Ordine SS. Salvatore di Santa Brigida. La giornata di studi si è articolata con una serie di relazioni sul tema Originalità e continuità dell’Ordine di Santa Brigida a cento anni dalla Fondazione (1911-2011). Brigida una donna europea.

Tra le personalità intervenute: il Card. Walter Brandmuller che ha parlato di Roma e del Papato ai tempi di Santa Brigida; il Card. Angelo Amato, il quale si è soffermato sull’attualità del messaggio di pace e di dialogo trasmesso da Santa Brigida; Mons. Mario Russotto, che ha delineato il carisma della Beata Elisabetta Hesselblad, seconda fondatrice dell’Ordine; Padre Marko Rupnik con la sua relazione sulla Bibbia come codice culturale per l’Europa; Madre Elisa Famiglietti che ha parlato dell’espansione del carisma dell’ordine di Santa Brigida.

Ha moderato il convegno Mons. Dario E. Viganò, Preside dell’Istituto Redemptor Hominis presso la Pontificia Università Lateranense, il quale ha spiegato il carisma dell’ordine basato sul dialogo, l’ospitalità e la carità, un carisma capace di trasformare il mondo in un luogo beato e fedele al Vangelo.

“A cent’anni dalla Fondazione dell’Ordine, Brigida si conferma – ha detto Mons. Viganò – non solo donna europea, ma globale”. Celebrare la Santa svedese per il Preside dell’Istituto “Redempor Hominis” significa “riflettere sulla nostra identità cristiana, perché l’attestazione e la conservazione delle radici non abdichi mai alla linfa vitale dell’evangelizzazione”.

L’Abbadessa Generale, Madre Tekla Famiglietti, ha evidenziato come l’ospitalità, l’accoglienza e la carità offerte dalle case dell’Ordine, presenti in diverse parti del mondo, sono testimonianza dell’amore misericordioso di Dio verso ogni uomo e l’anelito all’unità che Cristo ha lasciato ai suoi discepoli. Una presenza ecumenica che Madre Tekla ha detto essere particolarmente attenta alle nazioni del Nord-Europa, dove minore è la presenza dei cattolici ed è importante promuovere il dialogo con i fratelli di altre confessioni cristiane.

“Quanto è bella la vita religiosa!”, ha poi esclamato nel suo discorso conclusivo l’Abbadessa Generale. “Noi gioiamo – ha continuato Madre Tekla – nel sentire parlare delle nostre madri fondatrici e insieme a voi vogliamo dire loro grazie per quello che hanno fatto e continuano a fare nella Chiesa del nostro tempo attraverso l’umile lavoro delle sorelle”. Ha quindi concluso la religiosa: “Chiedo al Signore una cosa, quella di abitare nella Sua casa tutti i giorni della nostra vita insieme a tutte le religiose che si offrono in olocausto a Dio, perpetuando nel tempo quello che ha iniziato Santa Brigida e che ha continuato la beata Elisabetta Hesselblad”.

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