di Elisabetta Pittino

Dora, 38 anni, bresciana, architetto e designer, è sposata da dieci anni con Federico Vincenzi, avvocato e scrittore, dal quale ha avuto quattro figli. Una donna felice che non ha rinuciato al piacere della famiglia.

Sei sposata e hai quattro figli, di cui uno nato da poco: è possibile conciliare lavoro e famiglia? Tu come fai?

“Si, è possibile. Come faccio? Bella domanda! Per prima cosa, devo dire che mio marito ha ben presente il ruolo di padre e mi aiuta molto, soprattutto con i bambini (che non sono miei, ma nostri). Cerco, poi, di concentrarmi evitando le perdite di tempo: questo non significa sacrificare i momenti di svago o non essere socievoli, ma si tratta di limitare i discorsi inutili. In poche parole, sfrutto ogni attimo, sul lavoro e a casa. Capita che parlo con mio marito mentre stendo i panni o che penso a come fare un progetto mentre faccio la spesa”.

Cosa significa per te fare carriera? Ti senti “limitata” da marito e figli?

“Se non fossi sposata e non avessi quattro figli probabilmente avrei avuto una carriera diversa. Quello che mi chiedo è: sarei stata felice? Penso proprio di no.

La serenità che trovo a casa, il sorriso dei miei bambini, sono uno dolce scacciapensieri che mi permette di dimenticare ansie e pressioni del lavoro. Mi aiutano e mi stimolano a cercare soluzioni e idee sempre nuove. Mi limitano il tempo, ma quello che mi tolgono lo restituiscono in amore e fantasia, indispensabili per la mia attività.

Essere moglie e madre dà uno scopo a quello che faccio. Essere lavoratrice mi aiuta a vivere tranquillamente con i miei piccoli senza sentirmi in qualche modo ostacolata nell’esprimere, anche fuori casa, le mie capacità”.

Tuo marito ti ha dedicato il suo ultimo libro, Apri gli occhi. L’incredibile favola di una storia quasi vera (Il Filo, 2009), a tratti autobiografico. Il vostro amore da dove nasce? I figli vi hanno unito di più?

“A dire il vero mi ha dedicato tutti i suoi libri, ma  “Apri gli occhi” mi ha commosso in modo particolare. Sono sempre stata una convinta sostenitrice dell’esistenza del “principe azzurro”, non ovviamente inteso come un biondo a cavallo, ma come la persona giusta che Dio ha scelto per me. L’ho aspettato a lungo e con fiducia ed è arrivato. Non è proprio azzurro, tende più al grigio, ma a me piace così. Quindi direi che il nostro amore è nato quando Dio l’ ha pensato!

I nostri figli sono un grande dono che completa l’avventura della vita e la rende un qualcosa di incredibile. Spesso, soprattutto quando li guardo dormire, ringrazio il Signore per questa gioia. Mai avrei pensato che si potesse amare qualcuno così profondamente. A volte li “strozzerei”, ma solo loro riescono con poche parole ad arrivare dritti al mio cuore”.

Nel libro tuo marito parla anche del “vostro” fidanzamento: un fidanzamento casto. Perché?

“Se rispondessi a un credente direi semplicemente perché siamo cattolici: dovrebbe capire, o almeno me lo auguro.

Se rispondessi ad un ateo forse ricorrerei allo stesso esempio usato molti anni fa con un fidanzato: è come pensare ad una festa di compleanno. Per quel giorno è stata preparata una torta buonissima. L’attesa è lunga, forte è il desiderio di mangiare una fetta in anticipo, ma poi al soffio delle candeline sarebbe una torta incompleta e non più perfetta”.

Parlare di castità e di verginità e viverle oggi è rivoluzionario…

“Viviamo in un mondo dove il motto è “tutto e subito” e vergine viene  associato a sfigato. I rapporti sono diventati usa e getta. La pazienza che serve per rispettare l’altro ti aiuta a superare quei momenti che possono sembrare difficili. Se sei disposto nel cuore a voler vivere per sempre con una persona impari ad attendere, altrimenti la scarti, la consumi e la getti. Ma siamo esseri umani, mica merendine”.

Che messaggio vuoi lanciare alle donne di oggi?

“Beh, direi che oggi le donne si concentrano freneticamente sulla forma – come fece Marta nel Vangelo di Luca (10, 38-42) – e rinunciano in questo modo ad assaporare la sostanza della vita.

Sei molto bella, il rapporto con il tuo corpo è cambiato dopo l’esperienza della gravidanza e della maternità?

“Non credo che il rapporto con il mio corpo sia cambiato: la gravidanza mi fa vedere ogni volta che dono incredibile è la vita. Con quel pancione davanti mi sento addirittura più bella. Non è Madre Natura a sformare le donne in attesa, Dio fa bene tutte le cose! Magari, se mangiassimo qualche pasticcino in meno… La gente mi chiede spesso come faccio a rimanere così in forma nonostante quattro gravidanze. Rispondo sempre che con quattro figli si corre più che in palestra”.

Sei felice come donna? Ti senti realizzata?

“Si, sono molto felice. Mi sento realizzata come donna, madre, sposa e  come professionista. Non cambierei la mia vita con quella di nessun altro”.

Comments are closed.