di Clarence Green

Come per tutte le innovazioni tecnologiche, anche nel campo della comunicazione si trovano rischi ed opportunità. E in particolare per i ragazzi più giovani. Il tema è stato affrontato lo scorso 20 marzo presso l’Università Europea di Roma, nel corso dell’incontro Giovani e mass media. Orientarsi e sapersi orientare, promosso dall’associazione “Crescere in famiglia”. Durante l’evento si è svolto un seminario dal titolo Mezzi di comunicazione: una strada da percorrere insieme, tenuto da Carlo Climati, giornalista e scrittore esperto di tematiche giovanili.
La multimedialità, come ha spiegato Climati, rende i rapporti umani sempre più “mediati”, con relazioni sempre più indirette e limitate nelle emozioni, in quanto “filtrate” dagli innumerevoli strumenti messi a disposizione dall’attuale tecnologia: SMS, blog, chat-line, social-network. Compito degli educatori, ha osservato Climati, è quindi “quello di aiutare i ragazzi ad utilizzare in modo non invasivo questi strumenti, affinché non prendano definitivamente il posto del cuore, dell’anima, di una voce o di un sorriso”.
Costruirsi da sé una vita parallela – in poco o in nulla simile a quella reale – è la grande illusione in cui cadono molti adolescenti di oggi. In più, l’industria culturale di massa e la “fabbrica dei miti” producono modelli irraggiungibili: uomini nerboruti e palestrati e donne bellissime, (la cui immagine fascinosa è spesso informaticamente “taroccata”). Questo fenomeno, già di per sé, può causare un notevole senso di insicurezza negli adolescenti più fragili. Per non menzionare i siti web più estremi che promuovono condotte aberranti, esercitando una persuasione occulta sui giovani “navigatori”.

Aiutare i ragazzi a maturare un sano ed adeguato distacco emotivo da questi mondi paralleli (e fittizi) è un primo passo per “vincere le proprie insicurezze ed accettarsi con gioia. Per essere felici, non c’è bisogno di indossare eterne maschere. È sufficiente essere se stessi”. Per fare ciò è utile che i genitori, con la giusta dose di discrezione e di delicatezza, si interessino ai contenuti dei siti web visitati dai figli, che guardino insieme le stesse trasmissioni televisive, etc. Ciò anche per non permettere – come già purtroppo succede – che la Tv o Internet diventino l’agenzia educativa prevalente (se non addirittura l’unica), andando a neutralizzare le fonti educative tradizionali: famiglia, scuola e, in molti casi, la parrocchia. Il genitore deve dunque diventare un alleato del figlio, essere partecipe del suo mondo e delle sue amicizie. Se un tempo si telefonava a casa di un amico, si entrava inevitabilmente in contatto con i suoi genitori: “Buonasera, sono Carlo, posso parlare con…?”. E puntualmente quel nuovo amico diventava oggetto delle conversazioni familiari, inducendo i ragazzi ad essere trasparenti sulle loro frequentazioni. Oggi, al contrario, usando il cellulare, i ragazzi possono più facilmente eludere la legittima curiosità dei genitori sui loro interlocutori.

È d’altro canto opportuno non ignorare le grandi opportunità che i mass media possono offrire. Gli stessi social-network, ad esempio, sono un’occasione per comunicare, fare amicizia e condividere interessi, a patto che non ci dimentichiamo delle relazioni sociali “vere”, immediate e prive di filtro, di nick-name o di foto false che non raccontano nulla della nostra vera personalità.
C’è poi il cinema. Non vi è solo violenza: l’intera storia del celluloide è piena di capolavori, non solo artistici ma anche educativi. A partire dalla Cenerentola di Walt Disney che da quattro generazioni incanta i bambini di ogni angolo del pianeta o da un gioiello come La vita è meravigliosa di Frank Capra in cui l’angelo Clarence ricorda al protagonista George, che stava per gettarsi da un ponte: “La vita di un uomo è legata a quella di tanti altri uomini. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto”. E gli mostra come sarebbe stata la vita della sua città se lui non fosse mai nato. È sempre importante dare fiducia ai ragazzi, aiutarli a superare le prove della vita, in primo luogo mostrando loro che non sono mai soli.

Il prossimo incontro sul tema è in programma domenica 3 aprile 2011, sempre all’Università Europea di Roma ed avrà come titolo Emozioni e sentimenti: la bellezza dell’adolescenza.

Comments are closed.